Anteo è un’associazione culturale che fa riferimento a tre pilastri: la storia, le ricerche e la formazione.
L’associazione si adopera per il riconoscimento sociale della memoria storica nella sua piena valorizzazione, come ponte comunicativo tra le diverse generazioni, inoltre si pone l’obiettivo primario di promuovere una cultura democratica ed antifascista in grado di porsi come argine al dilagante uso politico della storia.
Obiettivo che ci poniamo con questo progetto culturale è percorrere nuove strade nel campo della storiografia, in stretto rapporto con il presente, inteso come parte integrante dell'agire metodologico dello storico, affrontando temi come la storia orale, la storia delle classi subalterne, lo spontaneismo in rapporto all’organizzazione, la storia locale, la microstoria, l’interdisciplinarità.
Alcuni di noi hanno già prodotto ricerche storiche, in particolare Noi sfileremo in silenzio – I lavoratori a difesa della democrazia dopo la strage di Piazza della Loggia, pubblicata nel maggio 2007 dalla casa editrice Ediesse di Roma, frutto di tre anni di lavoro intenso. Noi vorremmo continuare su questa strada, con una struttura flessibile, ma che, in maniera estremamente seria, sia in grado, magari, di far nascere una leva di giovani storici nella nostra città. Certamente non è l’unico obiettivo, ma già solo per questo abbiamo pensato ad un’associazione che veda la compresenza e la compartecipazione di diversi saperi: storici, amministrativi, informatici, nella piena consapevolezza che necessita l’apporto di tutti per il perseguimento dell’obiettivo finale. Noi crediamo molto che dall’incontro di queste competenze possano manifestarsi buoni risultati.
Grazie a queste premesse coltiviamo una seconda ambizione: lavorare sulla formazione degli adulti. Poiché sembra che ogni tipo di offerta sia assorbita dall’età scolastica o da quella anziana, a noi interessa muoverci nell’ottica della formazione intenzionale che ruota intorno a tre contenuti fondamentali:
Riprendersi tempo – anche in condizione di adultità – per riflettere, contemplare ed essere in giusta relazione con il mondo circostante. Prendere una pausa, porre un freno ad un tempo sempre più legato all’azione immediata e destinata a conseguire, comunque, un risultato in un tempo sempre più breve, quasi sempre reale.
Scoprire e valorizzare la propria autobiografia che, spesso, dimentichiamo o non teniamo in giusta considerazione come elemento formativo dell’identità personale, spesso repressa dal rumore quotidiano.
Esplicitare e far parlare il disagio che ci procura il nostro vivere quotidiano e cioè l’arrovellarci tra uno stato di necessità, sempre più opprimente, ed uno di libertà che sentiamo sempre più limitante nei rapporti con gli altri e con gli affetti.
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